ESCURSIONE A MONTE ZEBIO
MUSEO ALL'APERTO DELLA GRANDE GUERRA
(testo tratto da "SENTIERI - ALTOPIANO SETTE COMUNI",
sezioni vicentine del CAI)
Da Valgiardini parte uno dei sentieri più famosi dell’Altopiano: la salita a Monte Zebio.
Il percorso, che non presenta difficoltà, consente di raggiungere e visitare alcuni dei luoghi
più drammaticamente contesi durante il primo conflitto mondiale e ricordati da Emilio Lussu
nel suo libro “Un anno sull’Altopiano”. A partire dal 1997 il Comune di Asiago,
nell’ambito del progetto di realizzazione del Sentiero della Pace,
ha avviato il recupero e la valorizzazione delle posizioni austriache della Crocetta dello Zebio,
della cosiddetta Mina di Scalambron e di quelle italiane dello Stalder,
con la creazione di un primo, ma significativo esempio di Museo all’Aperto della Grande Guerra.

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SENTIERO: 832 DEL CAI
TEMPO DI PERCORRENZA DA VALGIARDINI: 4 ORE (ANDATA E RITORNO)
ITINERARIO: STRADA MALGA ZEBIO, CROCE DI SANT’ANTONIO, MINA DI SCALAMBRON, MONTE ZEBIO,
PASTORILE, MALGA ZEBIO (PRODUZIONE E VENDITA DIRETTA DI FORMAGGI E BURRO), LOM, CROCE DI SANT’ANTONIO.
DISLIVELLO: 437 METRI
PERCORRIBILITA’: DA MAGGIO AD OTTOBRE (DIPENDE DALL’INNEVAMENTO)
NOTA STORICA (tratta dalla "Guida ai luoghi della grande guerra")
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Lo Zebio, grazie alla sua posizione centrale, divenne un caposaldo importantissimo della linea di resistenza austriaca che (tra l'estate del 19-16 e l'autunno del 1918) si snodava dalla Val d'Assa all'Ortigara. Per tale motive dopo il ripiegamento delle truppe italiane durante la Strafexpedition venne attrezzato alla difesa con un complesso sistema di trincee, gallerie e postazioni in caverna. Nel corso dell'estate i reparti italiani (ed in particolare le brigate Sassari e Piacenza) attaccarono ripetutamente le posizioni austriache ancora in fase di realizzazione. Tutti gli attacchi ebbero tuttavia esiti infelici se si eccettua l'occupazione del pianoro semicircolare, posto sotto la quota 1706 (nei pressi del rif. dell'Angelo), avvenuta il 6 luglio 1916. Nel mese di ottobre gli italiani riuscirono ad occupare la quota 1603 detta "la Lunetta": posizione che verra' poi abbandonata, in seguito a contrattacchi austriaci, rimanendo "terra di nessuno". Sullo sperone roccioso della Lunetta, tuttavia, gli italiani realizzarono un piccolo osservatorio al quale era possibile accedere mediante alcune scale a pioli. Durante l'autunno e l'inverno 1916-1917 entrambi gli eserciti intensificarono i lavori di difesa delle posizioni procedendo anche alla costruzione, al di sotto della Lunetta, di alcune gallerie di mina e contromina. L'8 giugno 1917 alle 17.30, con due giorni di anticipo, scoppiava la mina italiana accesasi intempestivamente, forse per un fulmine, durante un temporale causando anche la deflagrazione della contromina austriaca. |
120 soldati italiani persero la vita: a questi vanno aggiunti oltre quaranta ufficiali della brigata Catania che in quel momento stavano osservando dalla Lunetta le posizioni austriache in previsione della Battaglia dell'Ortigara. Gli austriaci approfittando dello sbandamento delle truppe italiane occuparono subito il cratere ed iniziarono a sistemare a difesa l'orlo meridionale in modo da impedire qualsiasi tentativo di attacco da parte italiana. Il 10 giugno dopo un intenso fuoco di preparazione delle artiglierie (che causerà numerose perdite anche tra le file italiane) i reparti italiani della brigata Pesaro (I/239), della Catania (I e II/145) e della Veneto (I/255 e poi II/255) si lanciarono contro le posizioni austriache di casera Zebio Pastorile, di quota 1706 e della Lunetta. Tutti furono respinti dalle mitragliatrici austriache. Il 19 giugno, durante la seconda ondata d'assalto, vi furono gravi perdite italiane e la sola 13ma div. perse 1636 effettivi senza conseguire alcun successo. Di grande interesse e sicuramente la visita del caposaldo di quota 1706 (a ridosso dell'attuale malga Zebio) che conserva ancora evidenti resti delle trincee e dei ricoveri realizzati dalle truppe austriache. Nei pressi del cratere della mina inoltre, si erge una stele che ricorda i caduti della brigata Catania.
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