S T O R I A

 

La  “Casa Sant’Antonio” ha origini lontane nel tempo: nei primi del 900

era un semplice  edificio di proprietà di  un abitante del posto,

Rigoni Matteo Perlio (Matìo Parlìo) che ci abitava

con la sua famiglia e con il suo gregge di pecore.

“Valgiardini” era allora una valle di pascoli e campi,

isolata rispetto al paese di Asiago.

 

L’altopiano nel 1916 diventa uno dei principali scenari

della prima guerra mondiale. La vita dei paesi e dei boschi viene

sconvolta dall’avvento di migliaia di uomini provenienti

da tutta Europa, che con scontri sanguinosi lasciano

drammatici segni del loro passaggio su tutto il territorio.

 

 

“Casa Sant’Antonio” viene usata come comando di reggimento

austriaco e successivamente come comando di

battaglione italiano, pare perfino che la casa fosse stata

demolita perché intralciava al fuoco dei cannoni che puntavano

a Nord per poi essere ricostruita alla fine del conflitto.

Nei boschi circostanti si possono ancora oggi facilmente

trovare i resti delle trincee delle retrovie italiane e

centinaia di cartucce, schegge di bombe e piccoli oggetti

riaffiorano dal terreno.

 

 Dopo la grande guerra, nel 1928, la casa venne affittata da

Matteo Parlio alla Provincia Veneta di Sant’Antonio

Dell’Ordine dei Frati Minori, tutta la famiglia si trasferì

più vicina al paese, continuando però a far pascolare

il gregge di pecore nei pascoli della piccola valle.

Nel 1929 gli stessi Frati Francescani acquistarono

l’edificio per mandarvi, durante il periodo estivo,

i chierici bisognosi di riposo e di tranquillità.

 

Dal 1943 fino al 1945 la casa diventa concentramento

di prigionieri tedeschi e fascisti: saccheggi e devastazioni

resero necessaria una ristrutturazione completa dello stabile

che tornò poi ad essere meta dei soggiorni estivi

dei francescani. Per molti anni la casa si prestò a questo

scopo e all’accoglienza di gruppi in autogestione

(ragazzi, famiglie e anziani in vacanza).

 

 

Ora la casa è stata completamente ristrutturata

dalla Provincia Veneta dell’Ordine dei Frati Minori

per adeguarsi alle normative vigenti ed è diventata

una casa per ferie come la si vede oggi.

Locali nuovi, materiali moderni e ampliamenti

hanno modificato l’aspetto esteriore della casa,

ma l’ambiente circostante, la particolare atmosfera

data dal paesaggio e perfino le sensazioni di chi

ben conosceva questi luoghi sono rimasti gli stessi!